"Giungeva invece nell'exGhetto di Roma, la sera di quel venerdì 15 ottobre, una donna vestita di nero, scarmigliata, sciatta, fradicia di pioggia. Non può esprimersi, l'agitazione le ingorga le parole, le fa una bava sulla bocca. E' venuta da Trastevere di corsa. Poco fa, da una signora presso la quale va a mezzo servizio, ha veduto la moglie di un carabiniere, e questa le ha detto che il marito, il carabiniere, ha veduto un tedesco, e questo tedesco aveva in mano una lista di 200 capi-famiglia ebrei, da portar via con tutte le famiglie. (...) Ma nessuno volle crederci, tutti ne risero. Sebbene abiti in Trastevere, la Celeste ha parenti nel Ghetto ed è ben nota all'intera Comunità. Tutti sanno che è una chiaccherona, un'esaltata, una fanatica: basta vedere come gesticola quando parla, con gli occhi spiritati sotto quei capelli di crine vegetale. E poi si sa che in famiglia sua sono tutti un po' tocchi" (Giacomo Debenedetti, 16 ottobre 1943, Einaudi, Torino 2001, p. 4)